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INTENTI  ED  OBIETTIVI:

 

 

 

 

 

 

DICHIARAZIONE D'INTENTI :

 

Vedere la vita, vedere il mondo,

essere testimoni oculari di grandi eventi,
osservare i volti dei poveri e i gesti dei superbi;


vedere cose strane:

macchine, eserciti, moltidudini, ombre nella jungla e sulla luna;
vedere l'opera dell'uomo: dipinti, torri e scoperte;


vedere le cose distanti migliaia di chilometri, cose nascoste dietro i muri

o dentro le stanze, cose pericolose da avvicinare;


le donne che gli uomini amano ....

 

  

                 

 

 (tratta dalla rivista LIFE del 1963)

 

OBIETTIVI

Ambiente: Ppromuovere ed offrire consulenza nell'ambito della Valorizzazione del Territorio e dei Controlli Qualità Ambientali. Partecipare a iniziative di interesse ambientale e sociale.

Etnografia: realizzazione di reportage, proiezioni, mostre, corsi e concorsi, organizzazione di escursioni e trekking naturalistici.

Letteratura: Realizzazione di saggi, articoli e poesie, pubblicazioni (PleinAir, GEOS, OASIS, Homo Ambiens, Bell'Europa, Bell'Italia e altre, sono stati pubblicati saggi e monografie).

 

IL NOME

Ci sono due filosofie di vita che riteniamo fra quelle fondamentali: Carpe Diem e Festina Lente.

 

CARPE DIEM [càrpe dìem]

Carpe diem, quàm minimum credula postero, scrive Orazio a Leuconoe: cogli l’oggi, vivi alla giornata, e nel domani credi il meno possibile.

Carpe diem è il motto di chi, sapendo che il futuro non dipende da noi, gode il presente e in particolare quel presente prezioso e irripetibile che è la giovinezza.

Chi si angoscia per il domani, si angoscia due volte inutilmente. Tanto l’ateo quanto il credente non hanno ragione di farlo. Per opposti motivi. Il primo è convinto che il mondo sia guidato da forze cieche contro le quali non può nulla; il secondo trova immediato conforto abbandonandosi nelle braccia della Divina Provvidenza.

 

FESTINA LENTE [Festìna lènte]

Affrettati lentamente. Sembra, e formalmente è, una contraddizione in termini, non essendo pensabile che fretta e lentezza vadano d’accordo. Si tratta d’una figura retorica, detta ossimoro, che unisce due termini antitetici per conferire provocante vivezza al pensiero (come ghiaccio bollente, convergenze parallele). Nella sostanza, il paradosso conviene una verità, e cioè chi desidera arrivare alla meta prefissa deve evitare ogni precipitosa improvvisazione. Lo ripeteva Augusto il quale, narra Svetonio, riteneva che "a un perfetto capitano nulla conviene meno della fretta e della temerarietà”. Perciò ripeteva spesso “Affrèttati lentamente”, e anche “Un condottiero cauto è meglio d’uno audace”. Festina Lente non è un capriccio retorico, ma è una oggettiva necessità, come sull’automobile l’acceleratore e il freno.

 

 

Si racconta che Augusto (Gaio Giulio Cesare Ottaviano) scelse FESTINA LENTE come proprio motto, insieme all'immagine di un delfino intrecciato ad un'ancora. L'immagine del delfino intrecciato ad un'ancora fu poi ripresa come "logo" dell'umanista Aldo Manuzio, il più intelligente e moderno editore del Rinascimento italiano (Bassiano Romano, Velletri, 1450 ca - Venezia 1515), umanista, editore e stampatore, pubblicò splendide e insuperate edizioni avvalendosi della collaborazione dei più famosi umanisti del tempo, che riunì nell'accademia veneta, da lui fondata nel 1502. Nel 1501, con una edizione oggi rarissima di Virgilio, inaugurò la serie delle edizioni in ottavo, creando il prototipo del libro moderno.

 

 


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